Pasta

Come è risaputo, l’Emilia Romagna è il paradiso del gusto. Con la sua ricchezza di cibi riconosciuti e certificati, trovarsi al di qua o al di là del Sillaro (fiume che separa Emilia e Romagna) poco importa: il palato sarà sicuramente soddisfatto.

 

Con Imola inizia la Romagna, terra di accoglienza e ingegno, dove la cucina rispecchia il carattere aperto e conviviale dei suoi abitanti e il sedersi a tavola in compagnia, mangiando e bevendo bene, è un rito imprescindibile.

 

La cucina è il regno della sfoglina (erede della azdora, vera reggitrice della casa e simbolo positivo di operosità) che con la sua esperienza e manualità prepara il piatto per eccellenza in Romagna: la minestra.
Ancora oggi, come vuole la tradizione, l’impasto è fatto a mano e la sfoglia si tira col mattarello cercando di ottenere uno spessore uniforme e un buon livello di “rugosità”, fondamentale per trattenere meglio il condimento.
L’aggiunta del giusto ripieno trasforma la pasta sfoglia in cappelletti (al ripieno di magro o di formaggio) o in tortelli (ripieni di ricotta e prezzemolo), mentre la sapiente lavorazione manuale crea innumerevoli formati dai nomi fantasiosi come strichetti, tagliatelle, strozzapreti, quadrettini, maltagliati e garganelli, per citare solo i più famosi.

 

I garganelli meritano un’attenzione particolare in quanto sono la tipica pasta all’uovo di origine imolese.
Si ottengono arrotolando piccoli quadrati di pasta tirata con il mattarello su un pezzo del telaio detto pettine. Per aspetto sono simili alle ‘penne’ anche se la sovrapposizione dei lembi di pasta dona al garganello una consistenza più corposa. Un tempo i garganelli venivano cotti e serviti in brodo, ma oggi sono generalmente serviti asciutti, conditi con prosciutto, piselli e parmigiano o con il classico ragù romagnolo.


Ultimo aggiornamento: 28/08/2018