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Bellezze in bicicletta
Alla scoperta di luoghi e suggestioni della città partendo dalla Rocca Sforzesca e sfruttando le piste ciclabili. Dal centro storico al Parco delle Acque Minerali
Imola capitale delle due ruote, si dice da queste parti. Ma è davvero così? Saliamo in bici alla Rocca Sforzesca, di fondazione medievale ma che oggi appare nella sua architettura rinasci- mentale, e seguendo la ciclabile lungo il corso alberato, tracciato delle scomparse
mura cittadine, pedaliamo verso Porta Montanara. Deviamo fino alla chiesa
e al convento dell’Osservanza, nel
cui chiostro possiamo ammirare gli
affreschi sulle storie di San Francesco. Ritorniamo alla Porta e addentriamo-
ci nel centro storico incontrando la
cattedrale di San Cassiano, costruita
nel 1187, consacrata nel 1272 e più
volte ristrutturata fino all’attuale
impianto sette-ottocentesco. Dalla
cattedrale proseguiamo verso la via
Emilia, principale strada cittadina di fondazione romana, e ci imbattiamo nell’edificio oggi sede della biblioteca
e del teatro comunale, sui cui muri
sono visibili le tracce della destinazio-
ne originaria di convento francesca-
no con le sue due chiese, inferiore e
superiore. Pedalando intorno all’e-
dificio, imbocchiamo via Quarto e
passiamo davanti alla chiesa di San
Domenico e al suo bel portale gotico. Nell’antico convento di San Domenico
ha sede il Museo Civico. Ritorniamo
sulla via Emilia imbattendoci nella
Farmacia dell’ospedale, che conserva l’architettura, l’arredo ligneo, il decoro pittorico e i vasi ceramici di fine ‘700. Costeggiamo poi il palazzo del Centro cittadino, già del Fascio, nel cui sotterraneo - particola-
re sconosciuto anche a molti imolesi - c’è un teatro, attualmente non fruibile. Proseguiamo fino a Piazza Caduti per la Libertà, l’antico
foro romano, da cui si possono ammirare i voltoni del Palazzo Comunale e due dei quattro orologi che da sempre scandiscono il tempo della vita imolese (gli altri due sono sui lati opposti). Passiamo nell’ampia piazza Matteotti, di creazione medievale ma plasmata nella sua forma attuale durante la signoria di Girolamo Riario e Caterina Sforza: i lati maggiori sono occupati dal Palazzo Comunale, ristrutturato nel Settecento, e da Palazzo Sersanti, già Riario, che mantiene le sue forme quattrocentesche. Poco noto, ma da vedere e facile a raggiungersi in bicicletta imboccando la via Emilia verso est, nascosto dietro la chiesa di Santa Maria
in Regola vi è il suo antico campanile (secoli X-XI), che ricorda nelle sue forme i più famosi campanili ravennati. Ritornando sotto l’orolo- gio e percorrendo via Mazzini deviamo in via
Garibaldi, dove troviamo Palazzo Tozzoni, casa museo sette-ottocentesca e patrimonio cittadi- no, dove possiamo affacciarci sul caratteristico cortile interno. Dopo la visita, torniamo su via Mazzini e imbocchiamo viale Dante, aperto nel
Capitale delle 2 ruote
1953 e per anni passeggiata domenicale degli imolesi, in direzione Parco Acque Minerali e Autodromo. Oltrepassato il ponte sul fiume Santerno, si entra nel parco, che ebbe origine con la scoperta delle acque sulfuree nel 1830 e che racchiude i ricordi del più remoto passato del territorio: in cima al Monte Castellaccio, facile da raggiungere sulla nostra bici, vi era un villaggio preistorico “a capanne”, scoperto e scavato nell’Ottocento. Lasciato il parco, si attraversa nuovamente il ponte sul fiume e si curva a sinistra imboccando la pista ciclabile che circonda la città. Quando la pista incrocia il corso del Canale dei Mulini, opera idraulica di creazione romana, pedaliamo lungo la ci- clabile che lo costeggia in direzione del centro storico e concludiamo la nostra escursione nuovamente alla Rocca Sforzesca.
Si ringrazia Federica Cavina,
laureata in Conservazione dei Beni Culturali ed esperta di valorizzazione del patrimonio culturale e del territorio
Biciclettata ambientalista Avis
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